Film sul pensiero creativo: Cambiare punto di vista

Film in cui non cambia nulla tranne il modo di guardare, e questo basta.

24/08/2026
Film sul pensiero creativo: Cambiare punto di vista
Parte 4 di 7: cambiare punto di vista

Film sul pensiero creativo: Cambiare punto di vista

Quarta parte di sette. Film in cui non cambia nulla tranne il modo di guardare, e questo basta.

La parte più contemplativa della selezione, va bene per una sera senza fretta.

Arrival / «Arrival» (2016)

Una linguista decifra la lingua dei nuovi arrivati e comincia gradualmente a pensare nelle sue categorie.

Temi: la lingua come cornice della percezione, la comunicazione senza contesto comune, la fiducia tra paesi nell'incertezza, la percezione del tempo.

Retrogusto: sommesso, meditativo, emotivamente stordente nel finale. Un film che continua a dispiegarsi in testa per giorni e che quasi sempre chiede una seconda visione.

Groundhog Day / «Ricomincio da capo» (1993)

Un cronista televisivo resta bloccato in un solo giorno e lo rivive un numero illimitato di volte.

Temi: passare in rassegna le strategie e scartare quelle che non funzionano, acquisire un'abilità con la ripetizione, il cinismo e la sua usura, il senso della routine.

Retrogusto: divertente e inaspettatamente saggio. Una commedia che, rivista da adulti, si rivela tutt'altro che una commedia, e questa sensazione è piacevole.

Dead Poets Society / «L'attimo fuggente» (1989)

Un professore di letteratura in una scuola conservatrice fa salire gli studenti sul banco per guardare l'aula da un'altra altezza.

Temi: il cambio di posizione fisica come cambio di pensiero, la poesia contro il manuale, la pressione della famiglia e dell'istituzione, la responsabilità di chi ispira.

Retrogusto: prima la spinta, poi il peso, e in questo passaggio sta tutta la forza del film. Di quelle cose che si ricordano per anni grazie a una sola scena.

The Truman Show / «The Truman Show» (1998)

Un uomo vive la propria vita dentro una scenografia e comincia gradualmente a notare le incoerenze.

Temi: l'attenzione alle piccole anomalie, i confini dell'ambiente abituale, la privacy e lo spettacolo, la libertà come decisione di uscire.

Retrogusto: ingannevolmente leggero, lievemente inquietante, con un finale molto forte. Una commedia che con gli anni si legge sempre più seriamente.

Inside Out / «Inside Out» (2015)

Le emozioni di una bambina sono mostrate come una squadra di operatori a una console, ciascuna con la propria funzione.

Temi: la visualizzazione dell'invisibile, il ruolo della tristezza nella psiche, la memoria e la crescita, una squadra che lavora con priorità incompatibili.

Retrogusto: tenero e lacrimoso. Un film d'animazione davanti al quale gli adulti piangono più dei bambini e dal quale escono comunque di buon umore.

Soul / «Soul» (2020)

Un pianista jazz aspetta tutta la vita la sua grande esibizione e riceve la possibilità di guardare quella storia dall'esterno.

Temi: la vocazione e l'idea che se ne ha, lo stato di flusso, il valore di un giorno qualunque, la musica come modo di essere presenti.

Retrogusto: pacificante e un po' malinconico. Va bene metterlo subito dopo «Whiplash»: ne esce una discussione tra due film sulla stessa cosa.


Leggi tutto